
La caffeina è una delle sostanze più largamente consumate nel mondo.
Il suo assorbimento è molto veloce: in appena 45 minuti il corpo ne assorbe il 99%. Raggiunge le concentrazioni plasmatiche maggiori tra i 15 e i 10 minuti dopo l’ingestione. Questa velocità varia a seconda del tempo di svuotamento gastrico e delle differenze tra gli individui.
Anche l’emivita della caffeina (5 ore circa) varia a seconda delle caratteristiche dell’individuo che la assume (gravidanza, obesità, uso di contraccettivi orali, e fumo).
I miti sulla caffeina sono molti, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Può provocare disidratazione?
La caffeina in una concentrazione moderata (all’incirca 300 mg die) non aumenta in modo significativo la diuresi, ma un consumo eccessivo può aumentare in maniera sensibile la produzione di urina. Attenzione quindi a coloro che già assumono diuretici.
E nell’apparato intestinale che effetto ha?
La caffeina può aumentare il bruciore di stomaco e esacerbare il reflusso in coloro che ne soffrono. Inoltre coloro che soffrono di IBS (Intestino Irritabile) dovrebbero farne un moderato, se non nullo uso in quanto aumenta la motilità intestinale provocando in chi già soffre di evacuazoni numerose e poco controllabili, una ulteriore velocizzazione del transito intestinale.
Un consumo moderato di caffeina può aiutarmi nella dieta?
Gli studi dicono di sì.
Si è visto infatti che soprattutto in coloro che non consumano abitualmente caffeina si evince una diminuzione del peso corporeo maggiore rispetto al gruppo di coloro che non ne fanno uso.
Caffeina e depressione
Mentre un consumo moderato di caffeina può offrire un sollievo temporaneo da alcuni sintomi depressivi e persino potenzialmente migliorare l’umore in alcuni individui, un consumo eccessivo di caffeina può peggiorare l’ansia, disturbare il sonno e avere conseguenze negative sulla salute mentale. È essenziale che chi soffre di depressione sia consapevole di come la caffeina influisca sul proprio benessere generale e che si rivolga a un professionista quando necessario.
Può provocare danni al cuore?
Il profilo di rischio cardiovascolare complessivo di un individuo in relazione alla caffeina è probabilmente influenzato da una varietà di fattori. Questi fattori includono la quantità assunta, la durata del consumo, il modo in cui viene assunta (ad esempio, attraverso caffè o tè) e le variazioni metaboliche e genetiche individuali. È importante notare che una parte significativa dell’assunzione di caffeina proviene dal caffè, a cui sono associati diversi benefici per la salute. Non ci sono prove cheun consumo basso o moderatodi caffeina abbia effetti negativi sul muscolo cardiaco.
E alle ossa?
La caffeina favorisce la perdita di minerale osseo?
Le prove sono equivoche. Esistono evidenze che suggeriscono che ≤ 4 tazze di caffè (≤ 400 mg di caffeina) rappresentino la soglia di preoccupazione per quanto riguarda il rischio di frattura, principalmente nelle donne. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche cliniche per esplorare la potenziale relazione dose-risposta tra consumo di caffeina e salute delle ossa e indagare le variabili confondenti rilevanti (ad esempio, dieta, popolazione e forma di somministrazione della caffeina [ad esempio, caffè, tè, bibite analcoliche, bevande energetiche o caffeina da sola]) prima di trarre conclusioni definitive.
Le donne in gravidanza dovrebbero evitare la caffeina?
Una revisione della letteratura disponibile mostra che la stragrande maggioranza dei risultati di studi osservazionali e meta-analisi indica che il consumo materno di caffeina è associato in modo affidabile a gravi esiti negativi della gravidanza.
E’ pertanto evidente che la caffeina ha sicuramente dei benefici ma ci sono alcune situazioni in cui il suo consumo andrebbe fortemente moderato!
A presto per altre novità!








