
L’acufene è definito come una percezione o sensazione uditiva in assenza di stimoli esterni.
Il termine stesso acufene deriva dal latino “tinnire“, che significa “suonare“1,2.
I pazienti affetti da acufene spesso descrivono la percezione uditiva comeun ronzio, un sibilo o un fischio. Circa il 15-20% delle persone nel mondo soffre di acufene nel corso della vita, e la percezione costante del rumore nelle orecchie può variare da lieve a molto debilitante1,2. L’acufene può colpire anche bambini e adolescenti.
È sicuramente una patologia di competenza dell’ Otorino Laringoiatria, tuttavia, in alcuni casi il meccanismo alla base dell’acufene rimane poco chiaro.
E se fosse l’intestino?
Vi sono sempre più evidenze che l’acufene sia correlato ad una anomalia dei mediatori neuro-infiammatori: studi recenti hanno dimostrato che la disbiosi intestinale svolge un ruolo cruciale nella funzione cerebrale e contribuisce allo sviluppo di diverse malattie neurologiche3.

L’intestino e il suo microbiota sono uno dei principali fattori che influenzano la funzionalità del sistema nervoso centrale.Il termine “asse intestino-cervello” sottolinea la complessa interazione tra microbiota intestinale e cervello, mediata dal nervo vago e da vie di segnalazione endocrine e immunitarie4,5.
Il microbiota intestinale
Il microbiota intestinale infatti funziona come un organo endocrino essenziale, metabolizzando le sostanze alimentari e generando composti biologicamente attivi. Questi composti, inclusi neurotrasmettitori e mediatori dell’infiammazione, entrano nella circolazione periferica e influenzano il metabolismo dell’ospite6. Diversi studi dimostrano che il microbiota intestinale è strettamente legato alla patogenesi di malattie, come la depressione bipolare, i disturbi del sonno e la schizofrenia7–9, anche se ulteriori studi a supporto di queste tesi sono da effettuare.
Cosa altera l’asse intestino-cervello?
Infine sempre più evidenze sottolineano inoltre come una dieta sregolata, l’uso frequente di antibiotici e infezioni possono alterare il microbiota benefico necessario per la produzione di neurotrasmettitori, causando un’alterazione dell’equilibrio neurotrasmettitoriale. Anche la rottura della barriera intestinale e l’integrità della barriera ematoencefalica possono contribuire a questo processo, facilitando così il raggiungimento di alcuni metaboliti batterici e molecole neuroattive al cervello, alterandone la funzione e causando l’acufene.
La tua nutrizionista Dott.ssa Chiara Rigon – Biologa Nutrizionista Milano
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