
La gravidanza è un periodo speciale per ogni donna, ma lo è anche per il figlio che la madre porta in grembo: lo sviluppo fetale è un processo plastico e come tale è altamente sensibile agli input ambientali sottolineando l’importante ruolo che l’ambiente materno svolge nella programmazione evolutiva della salute dell’individuo e della sua suscettibilità alle malattie1.
I primi studi: la denutrizione in gravidanza
I primi studi relativi alla denutrizione in gravidanza si riferiscono ad un periodo di 4-5 mesi dal 1944 al 1945, chiamato l’inverno della fame olandese. In questo periodo la carenza di cibo portò a un periodo di carestia in cui tutti i residenti dei Paesi Bassi occidentali, comprese le donne incinte, ricevettero razioni alimentari di 400-800 calorie al giorno2,3.
La valutazione dei bambini nati durante questo periodo rivelò che l’esposizione in utero alla carestia era associata a disturbi sia cognitivi che metabolici in età avanzata, tra cui: aumento del declino cognitivo correlato all’età, dipendenza, alterata tolleranza al glucosio, alterazione del profilo lipidico, e obesità4–6.
L’iperalimentazione in gravidanza
D’altro canto, anche l’obesità materna durante la gravidanza ha importanti implicazioni per la salute a lungo termine sia della madre che del bambino. Causata dal facile accesso ad alimenti ad alto contenuto energetico e poveri di nutrienti, insieme a uno stile di vita sedentario, l’obesità è un grave problema di salute globale che colpisce oltre 300 milioni di donne in età riproduttiva7.
L’obesità durante la gravidanza è associata a patologie gravidiche come preeclampsia, parto pretermine, condizioni che hanno tutte un effetto indiretto sulla crescita e lo sviluppo fetale e sulla successiva predisposizione alle malattie.
Come per la denutrizione durante la gravidanza, anche i neonati da madri in stato di obesità presentano un rischio maggiore di obesità, di diabete, di asma, e di malattie cardiovascolari, nonché deficit cognitivi come un alterato sviluppo cerebrale8
Il peso da prendere in gravidanza è sempre uguale?
No, il peso di cui aumentare nel periodo di gestazione varia a seconda del peso pregravidico secondo la seguente tabella:

Bibliografia
1.Barrientos, G., Ronchi, F. & Conrad, M. L. Nutrition during pregnancy : Influence on the gut microbiome and fetal development. 1–11 (2024) doi:10.1111/aji.13802.
2. Hart N. Famine, maternal nutrition and infant mortality: a reexamination of the Dutch hunger winter. Popul Stud 47(1), 27–46 (1993).
3. Lumey LH, SteinAD, Kahn HS, et al. Cohort profile: the Dutch Hunger Winter families study. Int J Epidemiol 36(6), 1196-1204. (2007).
4. Painter RC, Roseboom TJ, B. O. Prenatal exposure to the Dutch famine and disease in later life: an overview. Reprod Toxicol 20(3), 345–352 (2005).
5. Lumey LH, Stein AD, Kahn HS, R. J. Lipid profiles in middle-aged men and women after famine exposure during gestation: the Dutch Hunger Winter Families Study. Am J Clin Nutr. 89(6), 1737–1743 (2009).
6. Lumey LH, Ekamper P,BijwaardG,ContiG, van P. F. Overweight and obesity at age 19 after pre-natal famine exposure. Int J Obesity. 45(8, 1668–1676 (2021).
7. Parrettini S, Caroli A, T. E. Nutrition andmetabolic adaptations in physiological and complicated pregnancy:focus on obesity and gestational diabetes. Front Endocrinol 1, 611929 (2020).
8. den Harink T, Roelofs MJM, Limpens J, Painter RC, R. T. & VanDeutekomAW. Maternal obesity in pregnancy and children’s cardiac function and structure: a systematic review andmeta-analysis of evidence from human studies. PLoS One. (2022).






